24 maggio 2007

Vedere in una casa oggetti di design che conosco




Ci sono oggetti che sono come superstar.
Li vedo su tutte le riviste, sui libri, in televisione, nei musei. E poi - dopo quattro anni passati nel campo del design - conosco la loro storia, chi li ha disegnati, quando, perché, cosa fanno adesso; so persino dei gossip sul loro conto! Si è instaurato un vero e proprio rapporto d’intimità, potrei parlarne per ore e ore!
Eppure gran parte di essi li ho potuti vedere solo in fotografia, scontornati - male o bene - o nelle stupende stanze asettiche delle riviste, o al massimo in qualche museo o in stand favolosamente bianchi e perfetti dove anche un nano da giardino sembrerebbe l’oggetto più cool del mondo.
Sono come superstar queste icone del design.
Sei ormai praticamente certo del fatto che George Clooney sia il tuo vicino di casa che da un momento all’altro potrebbe bussare alla tua porta offrendoti un aperitivo; eppure non avendolo mai incontrato, ti chiedi come sia senza trucco, appena sveglio, in mutande e canottiera.
Entrare in una casa comune e all’improvviso “incontrare” uno di questi oggetti-divi è una forte emozione.
Capire perché una persona decide di vivere con un determinato oggetto e come si relaziona ad esso significa spogliarlo dalla patina delle riviste, dalla muffa del tempo e dei musei e vederlo finalmente nella Vita Reale.
Se un oggetto è bello, ben disegnato e funzionale regge perfettamente il “salto”: può essere utilizzato non nella sua funzione primaria, in una stanza vissuta, in disordine eppure rimanere sempre “perfetto”.
Penso che sia questa l’essenza del buon design: adattarsi perfettamente alle persone.

Sara Poli

Nessun commento: